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Kabul. Racconto del pilota, disperazione in occhi profughi

Lazio > Roma

Kabul. Racconto del pilota, disperazione in occhi profughi "Capiscono però opportunità per un nuovo inizio"

ROMA, 21 AGO - "Nei loro occhi abbiamo percepito la disperazione ma anche l'occasione per un nuovo inizio". Da uno dei voli dell'Aeronautica che da giorni, senza sosta, stanno garantendo il ponte aereo da Kabul, arriva la testimonianza toccante di un pilota di un 767. 

A bordo del mezzo 100 profughi, tutti di origine afghana, giunti in Kuwait e da li ripartiti verso l'Italia. "Abbiamo a bordo molti bambini e molte donne: nei loro occhi abbiamo visto la disperazione di lasciare le proprie case - racconta il militare -, il proprio Paese. Ma sicuramente comprendono l'opportunità che gli viene fornita dall'Italia per trovare un futuro migliore e un nuovo inizio". Ad oggi sono oltre 1.500 le persone giunte da Kabul a Roma, nel ponte aereo iniziato il giorno di Ferragosto via Kuwait. 

Il pilota racconta che proprio i più piccoli sembrano i più traumatizzati da questa situazione, da questa fuga repentina e drammatica dal regime dei Talebani. "Nel loro sguardo abbiamo percepito le difficoltà maggiori, ci sono risultati più spaesati", aggiunge. Anche per questo a bordo i militari hanno cercato di alleviare le sofferenze con piccoli gesti concreti. "Abbiamo aiutato i bambini regalando loro giochi, dolci e caramelle. Un gesto semplice ma accolto con felicità dai bambini". 

Per il ponte aereo con la capitale afghana, nell'operazione Aquila Omnia pianificata e diretta dal Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi) guidato dal Generale Luciano Portolano, il ministero della Difesa ha messo in campo 8 aerei: quattro KC767 che si alternano tra l'area di operazione e l'Italia e quattro C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte per Kabul. 

"L'impegno che stiamo sostenendo dal 15 agosto - conclude il pilata del 767 - è oneroso per noi e per tutto il personale, ma quello che stiamo vivendo ci dà la forza di andare avanti e completare la missione che ci è stata assegnata. Non lasceremo nessuno indietro per dare loro la speranza di un futuro migliore"