Quale futuro per lo sviluppo di un piano energetico per la la Calabria?
Riceviamo e Pubblichiamo
GENERAZIONE ITALIA CALABRIA prende spunto da quanto si sta verificando nella Sibaritide in merito al progetto, presentato da ENEL SPA lo scorso 29 aprile, di riconvertire l’impianto termoelettrico di Rossano, in centrale “policombustibile”. La centrale rossanese, da tempo quasi spenta perché considerata antieconomica ed alimentata a turbogas ed olio combustibile, dovrebbe diventare, secondo la holding energetica, un impianto ove accanto ad una minima parte di solare, gas naturale e biomasse, il 95% dell’energie verrebbe prodotta dalla combustione di polverino di carbone. [MORE]Tale trasformazione avverrebbe in un impianto che:
- potrebbe essere trasformato a ciclo combinato o comunque in una modalità eco sostenibile per il territorio, per ritornare ad avere la piena produttività di un tempo, riportando utili all’azienda proprietaria, senza devastanti impatti sull’ambiente circostante;
- è fisicamente posto fra i due popolosi comuni di Rossano e Corigliano, ormai prossimi a diventare
area urbana;
- è ubicato nel cuore della Piana di Sibari, da sempre caratterizzata da una sua vocazione agricola rimarcata anche da produzioni certificate di qualità (Distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari, creato con apposita legge regionale del 2004) e affacciata su uno specchio di mare, quello del Golfo di Corigliano, ove è presente una flotta peschereccia fra le più rilevanti dell’intero Mar Mediterraneo;
- è sorto negli anni Settanta sulla scia di menzognere promesse di uno sviluppo industriale e infrastrutturale che di fatto non si è mai verificato (Università della Sibaritide, Aeroporto di Sibari, Autostrada Taranto – Catanzaro, industrie chimiche e metalmeccaniche), lasciando spazio nel tempo ad uno sviluppo del turismo, che pure in assenza di infrastrutture, mostra un continuo aumento di presenze oltre che una crescente qualificazione.
Secondo dati pubblicati da TERNA (società del gruppo ENEL, vedi www.terna.it), oggi la produzione energetica regionale è già oltremodo superiore non solo al fabbisogno interno, ma anche ai limiti della stessa portata della rete energetica ultra calabrese in esportazione verso nord.
Attualme nte vi sono infatti 2200 MWe esportabili, a fronte di una capacità produttiva della Regione Calabria di oltre 7000 MWe ed un consumo regionale interno di circa 650 MWe previsti fino al2014; ciò senza tener conto del fatto che un potenziamento della rete energetica nazionale attraverso la costruzione di nuovi elettrodotti per poter incrementare l’esportazione, non potrebbe avvenire prima di 10/15 anni, tempo medio per la realizzazione di ulteriori elettrodotti. Alla luce di tutti questi dati, non solo non avrebbe senso la costruzione di una nuova centrale termoelettrica in qualsiasi parte della Calabria, ma non avrebbe senso nessun altro tipo d’investimento in termini di produzione di energia se non in quella alternativa con l’obiettivo man mano, di slegasi dagli idrocarburi; a meno che non voglia prevalere una visione di bieco colonialismo energetico per
inquinare e dequalificare una regione a favore di altre.
Le domande che sorgono spontanee sono le seguenti:
- A cosa serve e dove finisce la quantità di energia prodotta in surplus dalla Calabria e non esportabile ? Chi vuole tutta questa produzione d energia e perché?
- Perché in presenza di 5 impianti termoelettrici anche se non tutte di proprietà di ENEL (Rossano, Scandale, Altomonte, Rizziconi, Simeri Crichi), è necessario costruire altre centrali termoelettriche o riconvertire quelle esistenti per renderle più produttive, per giunta alimentandole con fonti non rinnovabili ed altamente inquinanti come il carbone?
- Che destino avranno in Calabria le produzioni energetiche a base di fonti rinnovabili (solare ed eolico in modo particolare), se si punta a incrementare una già eccessiva produzione energetica basata su fonti non rinnovabili?
Un altro aspetto da guardare con grande attenzione è il P.E.A.R. – Piano Energetico Ambientale Regionale, che, risalente al 2005, di fatto proibisce l’uso del carbone ovunque sul territorio calabrese. Ma c’è di più, perché esattamente il 22 maggio scorso sul sito web ufficiale della Regione Calabria, il P.E.A.R. è improvvisamente scomparso, per essere sostituito da un documento denominato “PROCEDURA APERTA PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI AGGIORNAMENTO DEL PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE (PEAR) – BANDO DI GARA.
Non è affatto chiaro il quadro attuativo che in qualche modo caratterizzerà l’aggiornamento del piano energetico regionale, ne la direzione verso la quale questo aggiornamento si muoverà. Il quadro normativo nazionale in materia di energia si è da pochissimo arricchito dal pronunciamento della Corte Costituzionale circa l’ illegittimità costituzionale dell’articolo 4, c. 1°, 2°, 3° e 4°, del decreto legge 01/07/2009, n. 78, convertito con modificazioni in legge 03/08/2009, n. 102, come modificato dall'art. 1, c. 1°, lett. a), del decreto legge 03/08/2009, n. 103, convertito con modificazioni in legge 03/10/2009, n. 141.
Le domande che sorgono spontanee sono le seguenti:
- In che modo l’aggiornamento del Piano Energetico Ambientale Regionale si porrà rispetto ad produzione energetica che è oltremodo superiore alla stessa portabilità della rete?
- In che modo l’aggiornamento del Piano Energetico Ambientale Regionale si rapporterà circa l’impiego di fonti energetiche non rinnovabili per la produzione di energia elettrica?
- Come il nuovo o aggiornato P.E.A.R. si pronuncerà soprattutto rispetto all’impiego del carbone per produrre energia? Continuerà il Piano Energetico della nostra regione a vietare l’uso del carbone e quindi a bandire progetti criminali come quello di ENEL a Rossano o come quello della società privata svizzera SEI che intende costruire un impianto termoelettrico a carbone a Saline Joniche?
GENERAZIONE ITALIA CALABRIA si impegna a sostenere fattivamente le ragioni del NO AL CARBONE espresse sia da Comitati cittadini, sia dai comuni interessati e dalla Provincia di Cosenza, in merito al progetto di riconversione della Centrale di Rossano presentato da ENEL SpA. GENERAZIONE ITALIA CALABRIA si dichiara altresì contraria a qualsiasi altro tentativo di introdurre in Calabria l’uso del carbone, sostenendo i pronunciamenti istituzionali e della società civile aventi il comune obiettivo di promuovere la diffusione delle energie rinnovabili. GENERAZIONE ITALIA CALABRIA intende favorire la legalità anche nel mondo che ruota intorno all’affaire energia, nel quale si moltiplicano i casi di corruzione, di appropriazione indebita e di truffe, a fronte di copiosissimi finanziamenti e investimenti da capogiro che di fatto fanno gola ad una pluralità di soggetti senza scrupoli. Gli interrogativi sopra esposti devono trovare al più presto esaustiva risposta presso gli amministratori pubblici, presso il Governo Regionale e Nazionale.
GENERAZIONE ITALIA CALABRIA
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