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Masimiliano Ferragina e la potenza dei colori nella sua arte.

Lazio > Roma

Chi mi conosce bene sa che quando decido di scrivere su qualcuno, lo faccio perché nutro stima per quella persona e per ciò che fa. Come spesso mi accade, mi imbatto in conoscenze sui social. Sul mio profilo instagram ho incontrato Massimiliano Ferragina. Calabrese di origini come me ma ben presto trasferitosi a Roma dove si laurea in filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. 

La sua espressione artistica è influenzata notevolmente sia dal suo percorso accademico, sia da un viaggio di tre mesi in Sud America e da tre formative residenze d’artista a Parigi, Berlino e Copenaghen. Esordisce in Italia nel gennaio 2012, con il premio Open Art, presso le sale del Bramante a piazza del Popolo (RM). I suoi numerosi progetti artistici, hanno sempre un profondo ed introspettivo messaggio, in cui il mondo interiore è protagonista e motore immobile. Oggi Massimiliano è un artista di fama mondiale. Gli sono stati riconisciti numerosi premi, espone in tantissime città e gallerie. Alcune sue opere si trovano collocate nei musei.

Mentre scrivo il pezzo ho dinanzi a me alcuni suoi lavori che potete ammirare su ferraginart.onweb.it e su tutti i suoi profli e canali social.  I colori sono vivi e forti. Tutto parte da un mondo intimo e interiore. L’artista si lascia trasportare dalle sue emozioni. In ogni opera, se spegni per un attimo gli occhi del corpo e accendi quelli del cuore, riesci a vedere un filo che parte prorpio dal cuore dell’artista ed è collegato al suo pennello e magari, un’opera che inizia in un modo poi termina in un altro, frutto di un percorso di emozioni. Non sono un critico d’arte ma semplicemente un amante del bello e questo cio che io vedo nelle sue opere d’arte. I colori sono vivi e accesi, la tonalità è forte perché il messaggio che si vuole tramettere è potente ma quando esso diventa più delicato, spirituale,  i tratti diventano sottili e garbati come per stringerti in un abbraccio.

«I colori sono parte fondamentale della nostra vita, - mi racconta Massimiliano – condizionano le nostre scelte, e spesso orientano il nostro umore e stato d'animo. Sottovalutiamo la potenza dei colori sulle nostra percezione, sul nostro modo di comprendere le cose e i fatti che ci accadono. Ci sono colori che indicano emergenza pericolo e ci sono colori che indicano pace e serenità, sono degli strumenti potentissimi che possano renderci più o meno consapevoli di ciò che ci succede intorno».

Ad un certo punto penso di chiedere all’artista, abituato ad essere circondato di colori, di descrivere se stesso con i colori. La sua risposta mi ha fatto comprendere il perché ho deciso di scrivere di lui e della sua arte. «Nella mia vita, e se dovessi descrivere me stesso "a colori" direi che i tre colori sui quali punto tutto sono ovviamente il giallo il rosso e il blu, i cosiddetti colori primari. Sono i colori dai quali vengono generati tutti gli altri, sono colori primitivi che tutti abbiamo dentro di noi, il colore del mare, del cielo, il colore del sangue, il colore del sole, dei campi di grano, insomma i colori che evocano il nostro stretto legame con la realtà e allo stesso tempo con l'infinito. Ecco perché questi tre colori sono rappresentativi nella mia vita come uomo, cristiano, artista. I colori primari mi danno la possibilità di sentirmi creatura vivente e allo stesso tempo appartenente a una dimensione spirituale che mi permette di poter pensare l'Oltre, il Dio che i cristiani chiamano Padre, e quindi sentirmi figlio».

E come vede Massimiliano Ferragina il mondo descritto dai colori? «È una domanda impegnativa perché ovviamente il concetto di mondo è qualcosa di incontenibile che nessun uomo potrà mai completamente rappresentare o descrivere. Se per mondo intendiamo "la terra" allora la visione diventa più nitida. È una visione che fa rima con la parola "dono". Ecco la mia visione del mondo! È la visione di un dono prezioso, da custodire d'amare e soprattutto da rispettare. Anche in questo caso i colori con i quali rappresenterai il "mio mondo" sarebbero i tre colori primari, con una piccola differenza che farei predominare il colore rosso. Perché? Perché rappresenta non solo la vita che scorre, il sangue nelle vene degli uomini e delle donne, rappresenta anche l'esistere cioè l'essere "qui ed ora" e questo "rosso esistere" indica a mio parere pienamente l'idea del mondo come dono. Un dono vivo, palpitante, che gioisce ma anche geme, quindi sarebbe un rosso pieno di sentimenti positivi ma anche un rosso sacrificio. Ecco allora come i colori possono diventare simboli potenti per stimolare una riflessione comune e promuovere sensibilità, atteggiamenti, comportamenti che non possono essere in contraddizione con l'idea di un mondo donato e non proprietà privata».

Pittura emozionale. Di cosa si tratta?

La pittura emozionale è la pittura che indaga le emozioni, cerca di decifrare gli stati d’animo con l’aiuto dei colori e la loro fascinazione su ciascuno di noi. E’ una pittura primitiva, istintiva, vibrante, che va letta alla luce del poi, che va interpretata successivamente alla sua realizzazione puramente immediata. Una pittura utilizzata in ambito terapeutico, psicologico.

La pittura emozionale bliblica.

Si tratta dell’unione, della commistione tra pittura emozionale e Bibbia. Leggere alla luce delle emozioni dei personaggi il testo biblico e trasportarlo in pittura attraverso l’uso dei colori primari. Potremmo dire una forma di esegesi biblica col colore. Questo connubio pittura emozionale e Bibbia nasce dal desiderio di fondere la catechesi con la pittura. La pittura emozionale biblica trova fondamento nell’invito di papa Francesco che parla e auspica di vivere momenti di Chiesa in uscita fin dal suo inizio di pontificato “Chiesa in uscita è il passaggio da una pastorale di semplice conservazione ad una pastorale decisamente missionaria”. La pittura emozionale biblica è da considerarsi Chiesa in uscita perché attraverso la creatività, il laboratorio attivo, si fa esegesi, si fa conoscenza del testo narrativo, si fa meditazione, arte che conduce alla preghiera. La pittura diventa nuovo linguaggio per la conversione e per la mediazione dei contenuti della fede.

I Workshop di pittura emozionale sono dei corsi di pittura intensivi tra teoria e pratica, guidati dall'artista Massimiliano Ferragina. Lo scopo del workshop è quello di riconoscere le proprie emozioni ed imparare a trasmetterle sulla tela per tradurle in arte attraverso la potenza dei colori primari. Non serve saper disegnare o essere esperti di arti visive ma è necessario desiderare l'esplorazione delle proprie emozioni lasciandosi guidare alla loro visualizzazione attraverso la potenza dei colori essenzialmente primari. Il corso prevede quindi uno scambio tra l'artista e i partecipanti, una comunione artistica. Il risultato si traduce in una opera d'arte personale che ciascun partecipante porterà con sé.

Arte e solidarietà al tempo del coronavirus

L'artista Massimiliano Ferragina ha donato una sua opera per l'asta di beneficenza ARTE E SOLIDARIETA', ideata dal maestro Franco Flaccavento e sostenuta promossa dal dott. Vincenzo Le Pera critico d'arte e fondatore della galleria Il Triangolo a Cosenza. Per quanto riguarda l'opera di Ferragina si tratta di un disegno collage colorato con acrilici, su carta Fabriano cm30x40 300g dal titolo "Ho conquistato una sana leggerezza". Coinvolti numerosi maestri nazionali e l'importo finale devoluto alla Protezione Civile e parte alla ONLUS laterradipiero.it che sostiene famiglie indigenti.

Dal 9 luglio al 7 Agosto le sue opere al Museo del Presente di Rende (Cs)

La mostra di Rende presso Museo del Presente è una riflessione sul rapporto luce e colore. Oltre ad una sezione dedicata alla personale riflessione dell’artista sul tempo di Pandemia. C'è anche sezione dedicata ai santi martiri paleocristiani. 8 opere che raccontano che cosa è il martirio, testimonianza di vita cristiana fino al dono della vita.


Don Francesco Cristofaro