Editoriale

Mare Monstrum: inquinamento e abusivismo edilizio i nemici del Mediterraneo

ROMA, 23 GIUGNO - Cemento sulle spiagge, abusi edilizi, scarichi fognari non depurati, inquinamento industriale delle acque, pesca di frodo e navi dei veleni. Sono questi i maggiori, oltre che storici, nemici del Mediterraneo individuati nel rapporto 2011 di Legambiente, Mare Monstrum. Accanto ad essi, da quest'anno si aggiungono altri due nemici: trivellazioni petrolifere e rifiuti plastici.[MORE]

Con questo dossier, reso noto ieri dall'associazione ambientalista, Legambiente mette in luce le diverse illegalità che ogni giorno contribuiscono a devastare i nostri mari. In totale le infrazioni accertate sono 11.815, con un aumento percentuale rispetto all'anno scorso del 32,2%. Le regioni che guidano questa poco edificante classifica sono quelle con la più alta presenza di criminalità organizzata. Il triste primato spetta alla Campania, regione che oltre ad avere il numero più alto in assoluto di infrazioni accertate (1.872), è anche in testa alla classifica dei reati in proporzione ai chilometri costieri, con ben 4 infrazioni per ogni chilometro di costa, laddove la media nazionale, anch'essa poco rassicurante, è di 1,6 reati al chilometro.

Molto grave risulta l'inquinamento delle acque, dovuto da un lato alla presenza di scarichi fognari non depurati (la depurazione in tutto il Paese arriva appena al 70,3%) e dall'altro lato alla massiccia mole di rifiuti plastici, circa 500 tonnellate, che galleggia nel Mediterraneo. A peggiorare la situazione contribuiscono le trivellazioni off shore di petrolio – 76 pozzi già esistenti cui potrebbero aggiungersene altri a breve – il traffico delle petroliere con i circa 15 incidenti l'anno che comportano sversamento in mare di petrolio e sostanze chimiche, oltre alle cosiddette “navi dei veleni”, imbarcazioni che negli anni '80 e '90 sono partite da alcuni porti italiani per poi sparire nel nulla. Legambiente da anni denuncia la possibilità che queste navi, cariche probabilmente di rifiuti tossici e radioattivi, giacciano sui fondali del Mediterraneo.

Altro problema storico delle coste italiane è l'abusivismo edilizio: villette, ristoranti, alberghi, attracchi privati e troppo spesso lidi balneari con recinzioni che non permettono l'accesso libero al mare. In questo settore, tuttavia, Legambiente rileva qualche buona notizia. I dati positivi riguardano le azioni di contrasto svolte quotidianamente dalle procure e da alcune amministrazioni comunali. L'associazione loda in modo particolare la precedente amministrazione del comune di Rossano (Cosenza) e quella di Capo Rizzuto (Crotone), comuni che da anni stanno lottando contro l'abusivismo.

Il dossier contiene, inoltre, una serie di sarcastici Oscar del Mare assegnati a tutti quei personaggi che Legambiente rileva essere, nei fatti, “nemici del mare”. Così l'Oscar alla spudoratezza va al Governo italiano, in particolar modo ai ministri Tremonti e Brambilla, e al loro provvedimento, poi ritirato, “che avrebbe consentito – si legge nel documento – la vendita delle spiagge”, il cosiddetto “diritto di superficie” inserito (e poi eliminato) nel Decreto Sviluppo. L'Oscar per la monotonia va invece alla società costruttrice di un ennesimo porto turistico a Montenero di Bisaccia. L'Oscar alla miglior sorpresa spetta alla Sardegna, che per numero di infrazioni si è classificata subito sotto le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. L'Oscar per la migliore frase è assegnato, invece, al sindaco di Jesolo, il quale “ha dichiarato che l'unico verde di cui ha bisogno quel litorale è il verde dei campi da golf”. Le premiazioni si concludono con l'Oscar per la demagogia, assegnato al sindaco di Campobello di Mazara, il quale, riesumando un vecchio decreto, “ha condotto - scrive Legambiente - una campagna elettorale per la sua rielezione prospettando ai concittadini che avrebbe salvato le loro case abusive costruite sulla costa”.

Serena Casu