Luca Bianchini al Circolo Cittadino di Catanzaro. Belcaro: Luca è un pezzo di famiglia per noi
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Luca Bianchini al Circolo Cittadino di Catanzaro. Belcaro: Luca è un pezzo di famiglia per noi

sabato 14 maggio, 2022
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Catanzaro, 12 Maggio - Luca Bianchini entra nel nobile salone del Circolo Cittadino di Catanzaro e viene accolto da un abbraccio generale; uno di quegli abbracci che si danno agli amati figli che tornano a casa dopo un po’ di tempo. Il suo buonumore contagia tutti, mentre il ponentino si insinua attraverso il balcone e mantiene fresca la temperatura.

Ad attenderlo, la Presidente del circolo, notaio Paola Gualtieri, che gli porge i saluti e si congratula per la qualità dell’opera che sta per presentare: Le mogli hanno sempre ragione.

Il libraio della libreria Ubik di Catanzaro, Nunzio Belcaro, nel presentarlo afferma che “Luca è un pezzo di famiglia per noi, e in questo periodo surreale egli ci serve: per la straordinaria lettura della commedia di questo paese, e del racconto popolare; io lo trovo meraviglioso”.

L’intervistatrice storica di Luca in questa città, la giornalista Giulia Zampina, dà inizio a un lungo dialogo stimolandolo nel racconto, avendo cura di non svelare troppo.

Bianchini può, così, spiegare: “Durante il lockdown ero chiuso in casa, senza poter viaggiare per documentarmi, senza poter incontrare qualcuno per poter essere ispirato; mi sono detto che avrei potuto fare solo una cosa: scrivere un giallo, anche perché in Italia sono molto letti. Non ne avevo mai scritto uno perché, essendo io pettegolo, avevo paura di svelare l’assassino già al secondo capitolo”.

Condivide una risata con il pubblico e riprende: “Mi sono documentato con ricerche su Google e ho letto Agatha Christie, della cui scrittura mi sono innamorato. Avrei voluto conoscerla, ma purtroppo non è possibile. Importante è stata la collaborazione di un amico carabiniere che mi ha spiegato le tecniche investigative”.

La giornalista lo induce a spostare la conversazione sui personaggi: “Ho scelto di ambientare la storia fra i personaggi di Polignano per comodità, essendo impossibilitato a viaggiare. Quello da uccidere, la tata peruviana, l’ho scelto al telefono con una mia amica. I tre nuovi, invece, sono di mia invenzione: il maresciallo, la brigadiera e il prete.

Il maresciallo l’ho immaginato come probabilmente sarò io fra dieci anni, ma con un sogno che non potrò mai realizzare: la pensione. Ha la pancia, gli piace il karaoke, e ama essere salutato col titolo che la divisa gli conferisce.

L’omicidio viene effettuato durante la festa del santo patrono di Polignano: San Vito. Appena è stato possibile viaggiare mi sono recato in Puglia per documentarmi su questo evento ed è stato in quei giorni che è nato il personaggio del prete: me lo ha ispirato il parroco di Polignano, una persona molto simpatica e disponibile che mi aiutato.

La brigadiera si chiama Agata, in omaggio ad Agatha Christi, e ho voluto che si aiutasse con il maresciallo, perché viviamo in un mondo troppo competitivo in cui tutti sgomitano”.

L’arma del delitto”, dice l’autore, “è un angioletto Thun, che io ho visto in casa di mia madre”, e poi spiega le ragioni del titolo: “Le mogli hanno sempre ragione, è diverso dalle donne hanno sempre ragione. Io ho una teoria in merito: al sud è obbligatorio dare ragioni alle mogli, al centro e al nord è consigliato. La moglie ha ragione anche quando ha torto, è come una forma di galateo che permette alle coppie di vivere a lungo. Io l’ho scelto perché volevo far sorridere, un titolo da commedia”.

Di più non si può dire e la conversazione si sposta sui libri scritti in precedenza e si dà spazio alle domande del pubblico, fra le quali non manca quella che rivolgono a Bianchini in ogni presentazione: perché non scrivi una storia ambientata nella nostra città?

La serata si conclude con un interminabile abbraccio a Luca che firma le copie e si concede alle foto, seppur nel rispetto di quelle norme a cui la pandemia ci costringe.

Luca Bianchini ha il merito di dare serenità anche in momenti non semplici come quello che stiamo vivendo, senza venire mai meno al rispetto di ogni persona e ogni situazione.

Saverio Fontana

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