Cronaca

La kermesse israeliana "s'ha da fare"

Milano, 7 giugno - Il conflitto israeliano-palestinese crea tensioni anche fuori dalla Palestina. Nel mirino dei filopalestinesi, la rassegna «Unexpected Israel», che oggi è stata confermata e si terrà in Piazza Duomo a Milano il 12 ed il 13 giugno. La decisione sulla scelta di confermare il sito è giunta dopo l'incontro tra il neo sindaco Pisapia ed il prefetto Lombardi, che hanno concordato sulla necessità di garantire lo svolgimento dell'iniziativa in un clima pacifico e disteso.[MORE]

Sono almeno due le manifestazioni organizzate dai centri sociali e movimenti antagonisti milanesi per protestare contro la kermesse, oltre ad aver aperto una petizione on line che al momento è stata firmata da più di mille nomi in cui si chiede che le istituzioni cancellino l'iniziativa. Ma Amor Radian, chiarisce: «ci affidiamo al cento per cento alle forze dell'ordine, certi che faranno tutto il necessario». Le proteste, del resto, ha proseguito, «sono già avvenute in altri casi passati e non ci preoccupano». «Si tratta di un progetto ambizioso e interessante - ha continuato Radian - e vogliamo realizzarlo per il bene dei due popoli. Abbiamo scelto Milano, del resto, proprio perchè è gemellata con Tel Aviv».

Sull'asse del legame che lega le due città, l'evento spazierà dalla tecnologia alla cultura, dall'economia al turismo. Vera e propria chicca della manifestazione sarà l'appuntamento che vedrà, insieme, lo scrittore David Grossman e la cantante Noa. In programma anche una mostra sui kibbutz e, soprattutto, una grande installazione di 15 colonne con monitor su cui scorreranno le immagini di Israele. Ma il cuore dell'evento sarà il forum economico, che verrà inaugurato dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e dal collega dell'Industria israeliano, Shalom Simhon, e consentirà a centinaia di imprese italiane e israeliane di conoscersi e confrontarsi.

«Solidarietà a Israele e alla comunità ebraica per le minacce contro la festa in programma in piazza Duomo» erano arrivate in precedenza dal vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, Filippo Penati. «Ogni forma di attacco ad un Paese e alla sua comunità nazionale - afferma Penati - deve essere condannato con fermezza. Le istituzioni italiane hanno il dovere di garantire lo svolgimento di una manifestazione pacifica che ha il solo obiettivo di far conoscere la cultura di una nazione e del suo popolo. La conoscenza è infatti la strada maestra per il superamento di ogni conflitto. Non garantire, come previsto da tempo, il regolare svolgimento della manifestazione in piazza Duomo significa cedere a un ricatto antidemocratico inaccettabile».

 

Caterina Gatti