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La dura verità su Rogoredo: Micaela Palmieri presenta il suo nuovo libro

Sicilia > Messina

MESSINA, 13 NOV. - Crudo e vero, dalla prima all’ultima parola. Così si potrebbe definire il nuovo libro di Micaela Palmieri, “Next stop Rogoredo. Storia di chi è uscito dal bosco della droga”, presentato stamattina presso la Sala multimediale dell’Istituto “Cristo Re” di Messina.

Secondo degli incontri della rassegna nazionale “Messina e il Giornalismo, incontri a tu per tu con Giornalisti Scrittori”, in collaborazione con l'assessorato comunale alla Cultura, la Camera di Commercio di Messina ed il Gruppo Editoriale "GDS Gazzetta del Sud-Giornale di Sicilia", ha visto protagonista la giornalista del TG1.

La Palmieri, tramite questo libro, vuole svelare particolari retroscena del boschetto che accoglie molti tossicodipendenti, di età ed estrazioni sociali diverse. Quello a cui punta l’autrice è ascoltare e raccontare la realtà di Rogoredo, senza filtri. In particolare, la Palmieri si concentra sulla storia di quello che nel libro viene chiamato Carlo. L’autrice afferma di aver visto in Carlo quello che in inglese è lo “shining”, quella luce che pochi hanno e che in lui, la giornalista, aveva visto, nonostante il potere degradante della droga.


Quando è entrata la prima volta a Rogoredo, cosa l’ha colpita maggiormente?

La prima cosa che ho visto, la prima volta che sono entrata a Rogoredo, è il murales della Madonna che regge in grembo un ragazzo esamine. Ma la cosa che mi ha colpito maggiormente è che, molte persone, all’interno del boschetto, si fermavano a guardare il murales per molto tempo, con lo sguardo fisso, come se fossero rapiti da quell’immagine.


La sua è stata una missione di umanità. L’umanità è un elemento visibile solo parzialmente all’interno del mondo giornalistico. Perché?

Il problema dei giornalisti, oggi, è avere tutto subito. Si parla poco di una notizia perché si deve passare subito a quella successiva. E io lo vedo spesso perché lavoro in televisione. È tutto una sorta di corsa. In realtà, bisognerebbe approfondire gli argomenti perché è necessario che se ne parli.


Mi piacerebbe che lei esponesse il suo punto di vista sulla questione che lei tratta nel libro, perché a volte si tende a sovrastimare o sottostimare il potere della situazione. 

Dopo essere entrata la prima volta a Rogoredo ho cambiato il mio punto di vista. Sono arrivata al boschetto grazie ad Antonio, che conosco da anni. Sono entrata con la paura verso i tossicodipendenti perché da giovani si tende a crearsi un’idea sbagliata verso queste persone. Credo che da ragazzi ci siano momenti in cui si prendono decisioni, ma senza la guida giusta, si può perdere il controllo e sbagliare strada.


Cosa spinge una persona a sollevarsi dall’essere sé stessi avvicinandosi al vortice della droga?

Secondo me gira tutto intorno al bisogno “tossico” di evadere dalla realtà. L’eroina, per esempio, causa un torpore perenne che permette alla persona di dimenticarsi dei problemi. Manca la consapevolezza delle cose. È tutto molto complicato, ma una soluzione potrebbe essere parlarne di più. È importante pensare che si tratta comunque di gente fragile. La fragilità, purtroppo, è vista oggi come una sorta di inferiorità rispetto agli altri.


Nel suo libro dice: “Avrei voluto che fossimo io e Carlo da soli, così avrei potuto ascoltarlo e poi raccontargli anche di me, delle mie inquietudini, di quanto sentivo il bisogno di storie crudeli come quelle di Rogoredo per trovare un po’ di me”. Cosa intende con queste parole?

Quando due persone soffrono, anche in modo diverso, si riconoscono e in qualche modo si capiscono in silenzio. Io ho cambiato la vita di Carlo ma lui ha cambiato la mia. Il vero cambiamento, però, si ha davvero quando le persone credono davvero in te. A Rogoredo sono stata per più di due anni, quindi la mia conoscenza di Carlo non si limitava a una sola sera. Ero convinta che Carlo fosse riuscito a recuperare la sua vita, ma purtroppo senza i veri aiuti non è riuscito a farlo.


La rassegna nazionale continuerà sabato prossimo, 20 novembre 2021, alle ore 11:30, con Ernesto Assante, critico musicale de “La Repubblica” che presenterà il suo libro “Freddy Mercury. La regina e il rock” (edito White Star).


Merylaura Mondello