Israele, a 5 mesi da booster immunità alta. Shahar, vaccino copre da Omicron. Immunizzati 100mila bambini
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Israele, a 5 mesi da booster immunità alta. Shahar, vaccino copre da Omicron. Immunizzati 100mila bambini

venerdì 10 dicembre, 2021
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Israele, a 5 mesi da booster immunità alta. Shahar, vaccino copre da Omicron. Immunizzati 100mila bambini
ROMA, 10 DIC
- Primo Paese a decidere di fare la terza dose del vaccino anti-Covid l'estate scorsa, oggi Israele può fornire i dati dell'efficacia del booster già somministrato a circa il 60% della popolazione.

"Sono passati 5 mesi da quando abbiamo cominciato a fare la terza dose e stiamo vedendo che gli anticorpi neutralizzanti, la memoria immunitaria cellulare e l'immunità generale sono più alti che dopo la seconda dose.

C'è un lieve calo degli anticorpi, ma non è quello che ci interessa perchè l'immunizzazione non si basa solo su questo.

Siamo molto soddisfatti del risultato", ha detto all'ANSA Arnon Shahar, del Maccabi healthcare service e responsabile della task force Covid-19 in Israele. "La decisione sul booster è stata la più difficile della mia vita - racconta Shahar - perchè eravamo i primi a farlo, perchè dopo mesi di lockdown, scuole chiuse, economia chiusa i contagi stavano risalendo vertiginosamente e sapevamo quante perplessità avremmo suscitato.

Ma oggi, da medico, posso dire che è stata anche la decisione più importante della mia vita perché abbiamo salvato migliaia di vite umane. E poi gli altri Paesi ci hanno seguito e questo significa ulteriori migliaia di persone che sono rimaste in vita.

La mia missione è esattamente questa: salvare vite. E' importante comprendere che la scienza sta proteggendo tutto il mondo". Shahar, che ha studiato anche all'Università di Bologna, parla poi di Omicron, la variante che sta spaventando l'intero pianeta: "Certo, siamo allarmati per la sua contagiosità, ma per il momento non vediamo che sia più violenta né che dia una malattia più grave rispetto alle altre varianti.

Il vaccino continua a coprire dalla malattia severa anche con due dosi". "Siamo in contatto continuo con il Sud Africa e le case farmaceutiche - spiega - e ci aspettiamo di saperne di più su Omicron tra una settimana.

In Israele possiamo dire di essere forse nella quinta ondata del virus, ma grazie al booster la stiamo decisamente contenendo, abbiamo 500 contagi al giorno. La soluzione è proprio quella di condividere i dati, solo così possiamo accerchiare il virus e ridurlo a virus da villaggio globale". Intanto in Israele, considerato ormai il 'Paese-sentinella' nella lotta al Covid, da oltre due settimane stanno vaccinando i bambini dai 5 agli 11 anni (gli Usa erano partiti alla fine di ottobre).

E sono già 100mila i piccoli a cui è stata somministrata la prima dose. Nel mentre stanno partendo le prenotazioni per la seconda, a distanza di tre settimane. "Nei bambini non abbiamo registrato eventi avversi al vaccino - spiega Shahar - solo in bassa percentuale effetti lievi locali come stanchezza, mal di testa, un po' di febbre. Speriamo di poter cominciare presto a vaccinare i più piccoli".

Il responsabile della campagna vaccinale israeliana esclude per il momento che si parli di quarta dose: "Non è l'obiettivo di adesso, per ora pensiamo alla durata del booster. Si era discusso di usarla per un gruppo ristretto di persone con malattie oncologiche, ematologiche. Vedremo. Intanto possiamo dire che per coloro che non hanno avuto risposta immunitaria con tre dosi, i cosiddetti non responder, non pensiamo ad una successiva perchè ci sembra inutile".

"Quando la pandemia sarà finita - afferma - dovremo ricalibrare la strategia, capire se servirà fare il vaccino una volta l'anno come l'antinfluenzale, oppure ogni sei mesi o chissà. Vedremo, lo decideremo in base ai dati".

"Quando potremo dire che la pandemia è finita? Oggi siamo più vicini alla fine, direi che siamo oltre la metà del lavoro che bisogna fare contro il virus. Se la gente continuerà a vaccinarsi in tutto il mondo e ogni Paese farà la sua parte, potremmo dichiarare che l'epidemia è alle spalle per la seconda metà del 2022", prevede, "ma bisogna capire che per uscire da questo periodo così difficile e duro per tutti, di cui siamo tutti stanchi, me compreso, c'è solo una via: il vaccino".

"Lo abbiamo già visto che il lockdown e le chiusure non bastano - conclude - solamente con il vaccino abbiamo salvato le persone. Non importa se quella di anziani o di giovani, ogni vita ha un valore uguale e inestimabile".

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