Interviste

Intervista a Raoul Bova e a Chiara Francini

Raoul Bova, uno dei più affascinanti attori del cinema e della televisione italiana, protagonista della commedia “ Due” scritta e diretta da Luca Miniero e in scena al Teatro Grandinetti di Lamezia, stracolmo di spettatori come di consueto, ha dialogato con la stampa su sfaccettature e aspetti della sua attività artistica e personali visioni del mondo dello spettacolo. Affiancato da Chiara Francini, attrice e scrittrice di successo, Raoul Bova ha raccontato, durante il penultimo appuntamento della rassegna teatrale organizzata da Ama Calabria di Lamezia, le mille paure di una coppia in procinto di sposarsi assalita da inquietanti interrogativi sul futuro intorno ad un letto matrimoniale in costruzione, simbolo d’amore e tensione. Ora la parola a Bova che da giovane si è dedicato allo sport e precisamente al nuoto. [MORE]

In che misura l’attività agonistica ha forgiato il suo carattere incidendo sulla sua carriera artistica?

« L’attività agonistica influisce nell’educazione , nella disciplina, nel carattere. Per me è molto importante lo sport, ma anche la famiglia, l’ambiente che frequenti. Lo sport ha generalmente un ambiente che ha dei valori importanti, soprattutto se trasferiti nel cinema, perché fanno parte di te e del tuo carattere. Se tu pensi ad una gara che fai nello sport è un po’ come fare una gara nella vita: per arrivare devi prepararti».

Quanto l’esperienza di Hollywood ha influito sul suo successo?

« Mi ha condizionato molto perché mi ha dato una esperienza in più e quindi ha ampliato il mio orizzonte facendomi capire, conoscere le differenze su come si fa cinema in altri posti aiutandomi sicuramente a trovare degli stimoli diversi ».

Chi ha orientato la sua svolta in direzione dello spettacolo?


« Il primo che mi ha scoperto e che mi ha dato la possibilità di fare questo lavoro è stato Stefano Reali, regista, musicista, sceggiatore e produttore italiano».

Quanto incide la notorietà di un attore sul successo di un testo? Esiste una correlazione tra testo ed attore?

«Non sono i nomi a determinare il successo di un testo ma le tematiche affrontate, attuali e moderne, a cui la gente è interessata. I nomi possono fare poco se non c’è dietro il testo, anzi sono strettamente correlati: se c’è un attore importante, è giusto che ci sia un testo importante. Se vai a vedere un attore è perché c’è la qualità nel testo».

È la stessa cosa lavorare a teatro o al cinema?

« Ognuno affronta il teatro e il cinema in modo diverso: io quando sono a teatro non mi curo del mezzo che mi riprende ma sento di essermi immedesimato in un personaggio, mi sento libero di poter recitare, poter provare e poter dire che questo è provare emozione in un testo . Forse in più posso dire che il teatro è un protagonista insieme a te e che ogni sera cambia, quindi ti devi adattare ad avere in scena un altro protagonista sul palco che condiziona in modo importante la recitazione, l’intensità, a volte la leggerezza, di modo che si cambia il testo a seconda la vibrazione proveniente da chi chiede i sorrisi o da chi vuole riflettere e vivere insieme»

Per l’occasione abbiamo rivolto alcune domande anche a Chiara Francini, la protagonista femminile dello spettacolo “ Due” di Luca Miniero, insieme a Raoul Bova, sempre in scena al Teatro Grandinetti di Lamezia nell’ambito della stagione teatrale di Ama Calabria. Chiara Francini non è soltanto attrice e conduttrice televisiva ma anche autrice del romanzo “ Non parlare con la bocca piena” sul quale ha discusso con la stampa

Com’ è nata l’idea di scrivere questo romanzo?

« Mi è sempre piaciuto scrivere ma non credevo che la critica avrebbe accolto questo romanzo in maniera molto calorosa e di cui ho venduto 40.000 copie con cui è entrato nella Top 20 della narrativa italiana. Tra l’altro, è stato recensito da testate giornalistiche importanti tra cui Repubblica e il Foglio ed anche da una giornalista calabrese».

Considerato il successo ottenuto, il libro può essere trasposto sullo schermo da qualche regista o produttore ?

«Si, assolutamente sì. Però prima del regista è il produttore che ci fa un pensierino. Ci stiamo lavorando perché in realtà l’idea del romanzo è secondaria. Infatti avevo scritto questa storia perché veramente mi sarebbe piaciuto farci un film, poi è venuto fuori il romanzo».
Sarà lei a rivestire il ruolo da protagonista in una eventuale trasposizione cinematografica?
«Sì, senz’altro. L’ho scritto apposta per farlo io».

Quale è stato il suo rapporto instaurato con Raoul Bova durante la messa in scena della commedia “Due” ?
« Ci siamo trovati molto bene anche se abbiamo dei caratteri diversi, complementari. Tra di noi c’è un grande affiatamento: io interpreto una donna attuale, molto viva. Una donna moderna, ma tradizionale che vuole sposarsi. Una donna libera che non ha paura di dire al proprio uomo che ha dei dubbi sul matrimonio, perché oggi bisogna essere così. Bisogna ribellarsi. La libertà, comunque, ha dei limiti e non significa anarchia, ma significa seguire la testa, seguire il cuore sempre con cognizione di causa e rispettare gli altri».
Foto: Raoul Bova e Chiara Francini
Lina Latelli Nucifero