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Infermieri in piazza a Milano, vogliamo rispetto

Lombardia > Milano

Infermieri in piazza a Milano, vogliamo rispetto. Nursing Up, più risorse e indennizzi per chi si è ammalato
MILANO, 04 LUG - Centinaia di bandiere, magliette, striscioni, cartelli con la scritta 'Rispetto' questa mattina hanno invaso piazza Duomo a Milano in occasione della mobilitazione nazionale degli infermieri e del personale sanitario indetta dal sindacato nazionale Nursing Up.

Dopo essere stati chiamati eroi durante l'emergenza Covid oggi i lavoratori - infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia, ostetriche - chiedono al governo e al premier Giuseppe Conte un cambio di passo con risorse in più da destinare alla categoria e una contrattazione separata, oltre che indennizzi per chi si è ammalato in questi mesi. In centinaia sono arrivati da tutta Italia a Milano, nella Lombardia martoriata dal Covid, per scandire lo slogan 'mai più come prima'. All'inizio della manifestazione è stato rispettato un minuto di silenzio per le vittime del virus, che non ha risparmiato nemmeno il personale sanitario impegnato in prima linea. Gli infermieri chiedono un incremento degli stipendi di 500 euro al mese in via strutturale. "Non chiediamo premi perché siamo professionisti ma i nostri stipendi devono essere allineati almeno alla media degli stipendi europei.

I nostri sono i più bassi d'Europa", ha sottolineato Antonio De Palma, Presidente Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani. Dal palco della manifestazione De Palma si è rivolto al ministro della Salute, Roberto Speranza e al vice ministro Pierpaolo Sileri, promettendo "un autunno caldo" se le loro richieste non verranno prese in considerazione. "Dopo aver visto decine di migliaia di colleghi ammalarsi di Covid in questi mesi ci dovete rispettare e dare gli indennizzi che si merita chi si è ammalato. Si aprirà un ottobre rovente per la salute italiana se non ci daranno ascolto". Infine il flash mob durante il quale in piazza Duomo è stata composta dai manifestanti una grande sagoma tricolore dell'Italia, con ogni regione portata da un infermiere o un'infermiera, per dire simbolicamente che la loro lotta "riguarda tutto il Paese da nord a sud".