Caffellatte e ginger letterari

Estate e flipbook

4 LUGLIO 2015 - Estate e flipbook. Molti si chiederanno anche cosa sia un flipbook. Niente di nuovo o straordinario, solo qualcosa tornato lievemente alla ribalta. Un flipbook è, in sostanza un piccolo libro, un librettino, una strisciolina di carta vicina, fitta fitta, ad un’altra. Sovrapposta, una dietro l’altra, una sopra l’altra.

Il flipbook, perciò, non è nulla di particolarmente complesso da capire, da usare, da sfogliare. È spesso usato nella sua versione fumettistica anche se, di recente, si sta tentando di lanciarne il rettangolare formato anche per la lettura più classica del testo. La cosa non convince né entusiasma i lettori più incalliti, almeno per questa seconda possibilità ma per quanto riguarda l’espressione cartoonistica può essere avvincente e divertente.

Un flipbook raccoglie, in poche pagine, un insieme di concetti non troppo elaborati e articolati ma piuttosto immediati, di facile impatto e ben strutturati. Un messaggio d’amore, la richiesta di scuse, le proposte di vita o un invito ad uscire. Tutto condensato in pochi segni ricchi, però, di grandi sogni.[MORE]

Allora d’estate quale lettura migliore? Rapida, indolore, esilarante. Certamente per scorrere del tempo sulla spiaggia è molto stimolante. Si condivide facilmente, si passa allegramente, così si ride insieme e tutto si colora. Un flipbook tra le mani e il gioco è fatto.

La lettura è veloce, poco impegnativa, come il tempo estivo, corre in fretta. Scalda gli animi, invita assai a gioire ma passa celermente e lascia un po’ basiti. Perché l’estate scappa tra le dita un po’ come la vita. Una parabola che passa. Nasce, cresce, ascende e poi discende. E tutto si consuma, tutto poi finisce. E allora a cosa serve la lettura? Ancor più quella di un breve flipbook?

La lettura è compagna nel cammino. Aiuta ad elevarsi, a formarsi, ad educarsi. Aiuta a viver bene, a stare insieme. In tutto serve l’uomo. Anche un flipbook perciò è necessario. Se arricchisce, erudisce, eleva in alto il cuore. Perciò, nel tempo dell’estate, le cose non vanno trascurate, mal vissute, poi sprecate.

Occorre a tutto dare il giusto tempo, anche un assaggio, perché un barlume di luce sulla spiaggia non si consumi al sorgere dell’alba.

Foto da: nyfa.edu

Simona Barberio