Elezioni Comunali. Campo si candida sindaco per "riaccendere" Catanzaro
Interviste Calabria Catanzaro

Elezioni Comunali. Campo si candida sindaco per "riaccendere" Catanzaro

venerdì 13 maggio, 2022
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Nino Campo si candida a sindaco con una lista civica che cerca di essere alternativa alle logiche responsabili del declino catanzarese. Anche a lui proponiamo un'intervista per conoscerlo meglio.

Perché ha deciso di candidarsi a Sindaco di Catanzaro?

Va subito detto che la mia è una candidatura di protesta; quella dei semplici cittadini catanzaresi che come me sono oramai nauseati dalle perverse logiche distruttive messe fin qui in campo dalle zerovalenti consorterie politiche cittadine, responsabili dirette dello sfacelo di Catanzaro. Ed infatti e guarda caso la mia è l’unica genuina lista civica, espressione vera della cittadinanza, contrapposta alle oltre trenta liste dei partiti ufficiali, che oramai si vergognano di esporre i propri simboli e si rifugiano in false liste civiche di copertura. Ma la mia è anche una candidatura di servizio, per offrire ai catanzaresi un minimo di alternativa a quelle solite logiche responsabili del declino di Catanzaro; a quegli attori cioè che avendo assassinato la città, non hanno di certo alcuna pur minima possibilità di riportarla in vita. Tale candidatura è insomma frutto della consapevolezza che nessuno degli attuali nominati dai partiti, possa essere minimamente in grado di salvare Catanzaro, nel senso che non è certo sostituendo i volti ufficiali che le dinamiche politiche catanzaresi potranno cambiare. Ma c’è di più. Il mio entrare in campo prende le mosse dall’individuazione del vero problema che oggigiorno affligge la città, e dal quale a cascata deriva tutto il resto delle problematiche connesse. A lungo in tal senso si potrebbe disquisire, ma per brevità espositiva diciamo subito che i dissennati (criminali) abbattimenti continuati, perseverati e protratti nei decenni passati, a spese dei principali monumenti e palazzi cittadini, (e lunghissimo l’elenco sarebbe), hanno reso oggi il centro storico catanzarese un luogo senza più alcun senso, né architettonico, né urbanistico, né planimetrico, né strutturale. A tale scempio ben poco è sopravvissuto, e ben pochi sono oggi gli attrattori del vecchio aristocratico ed un tempo bellissimo centro città privato così dei suoi monumenti più importanti, e tanto da aver reso Catanzaro una città che abbia per sempre cancellato finanche la propria più intima memoria storica. A tale enorme infinito danno, si è parallelamente accompagnata una disorganica e schizofrenica attività di espansione urbanistica, la quale rende oggi Catanzaro una città sfilacciata e disgregata in mille rivoli abitativi satelliti. Ricordiamo che Catanzaro per oltre trent’anni non ha avuto un piano regolatore ufficialmente approvato. Ed ecco che, senza più un centro storico degno di questo nome, e senza nemmeno una generale struttura urbanistica ordinata ed organica, Catanzaro risulta essere oggi una città senz’anima!! Ed è questo il vero problema che attanaglia oggi il capoluogo e che lo rende spento e poco significativo:“la mancanza dell’anima”, di un quid, di un qualcosa che possa caratterizzarla ed attrarre il generale interesse.
Ed è proprio nel tentare di riconferire un’anima alla città, e quindi un senso, che ho inteso lavorare, realizzando il primo ed unico progetto strategico territoriale “Catanzaro Oltre” che la città abbia mai avuto, e che quasi certamente mai più avrà. Un anno di lavoro, uno studio scrupoloso a livello nazionale su città orograficamente gemelle a Catanzaro, nello scoprire come tali città abbiano risolto gli stessi nostri problemi, e dove si siano approvvigionate finanziariamente per realizzare le opere necessarie. Ed oggi il progetto strategico “Catanzaro Oltre” rappresenta dunque lo strumento mediante il quale reinsufflare l’anima a Catanzaro. Proprio perché insufflare una nuova anima nella città, risulta essere l’elemento a mio avviso determinante, al fine di ottenere la rinascita economica e culturale del capoluogo, che soltanto così si risveglierebbe come un ammalato in stato comatoso al quale fosse finalmente dato modo di recuperare le proprie facoltà motorie e cognitive. 

Se dovesse essere eletto Sindaco quali punti pensa di affrontare nei primi 100 giorni della consiliatura?

Con quali strumenti e quali fondi? Il primissimo punto, che ritengo imprescindibile per qualunque primo cittadino, sarebbe quello di risolvere definitivamente le problematiche delle famiglie disabili catanzaresi. Occuparsi prioritariamente degli ultimi (quelli veri), quelli che non hanno alcuna minima difesa, è un dovere morale che mi sento cucito addosso. Riorganizzare la macchina comunale e renderla il più possibile efficiente e produttiva sarebbe il mio immediato secondo punto operativo: velocizzando i processi, standardizzando le procedure, efficientando i meccanismi burocratici; elementi imprescindibili per l’ottenimento di ogni futuro risultato. E quale terzo punto, organizzerei dei tavoli di lavoro e di confronto con gli ordini professionali e con tutte le associazioni di categoria operanti in città, dai commercianti agli albergatori, dagli architetti ai geometri…in modo da focalizzare i corretti target verso quali proiettare l’attività della Amministrazione, e rendere parallelamente edotte le categorie sul progetto strategico “Catanzaro Oltre” e sui benefici diretti che tale progetto comporterebbe. Gli strumenti operativi sarebbero i tavoli di concertazione; mentre sul fronte fondi, che pare stiano arrivando copiosi grazie al Pnrr nazionale, altra imprenscindibile azione sarebbe quella di “formare” adeguatamente figure apicali della macchina burocratica, al fine di poter accedere a tali fondi con sufficiente certezza.

Visto la grave situazione che verrà a trovarsi quali gli obiettivi ancora più stringenti?

Catanzaro è una città clinicamente morta, con un depauperamento in atto sia in termini demografici, sia in termini economici e sociali. “Riaccendere” la città sarebbe il mio più stringente obiettivo, e questo a partire dal centro storico cittadino, lasciato oramai abbandonato a se stesso e costretto ad avvitarsi in una crisi senza fine. Due dei punti del progetto strategico territoriale “Catanzaro Oltre, sono infatti interamente dedicati al centro storico, e tesi a risolvere i due principali problemi: l’accessibilità e l’attrattiva. Oggi Catanzaro è una città planimetricamente inaccessibile, quasi da dover farsi paracadutare al suo interno. E per questo è stata studiata una specifica strategia alla stregua di città orograficamente identiche, quali Perugia e Potenza, che innestando una rete di mobilità urbana fatta di parcheggi, scale mobili, ascensori inclinati e camminamenti protetti, hanno non solo riaperto i loro centri storici alla popolazione facilitandone l’accesso, quanto hanno parallelamente risolto ogni problematica di traffico, eliminando completamente le auto e rendendo salotti cittadini i rispettivi corsi principali. Sul fronte dell’attrattiva, oggi Catanzaro non ha alcun quid tale da poter risultare interessante agli occhi di un turista, o di un semplice cittadino di realtà territoriali limitrofe. Per quale motivo venire a Catanzaro…a vedere cosa!? Il secondo punto del progetto strategico limitatamente alla città storica, mira dunque a rendere Catanzaro nuovamente interessante, ciò mediante tutta una serie di interventi e soluzioni a bassissimo costo per l’Amministrazione, ma ad altissimo impatto per gli osservatori. La città delle luci, ad esempio, proiettando ogni sera sulle facciate dei palazzi (verosimilmente di Piazza Prefettura) spettacoli di luci fantasmagoriche accompagnate da brani musicali ad alto impatto emotivo. La città della musica, mediante filodifussione di musica durante tutta l’intera giornata, e poi la sera, facilitando la presenza di orchestrine, ensamble musicali, e singoli musicisti, all’interno dei locali cittadini, quali ristoranti, pizzerie e pub; ciò mediante la stipula di una convenzione con le scuole musicali del territorio. La città dell’arte, mediante la creazione di un quartieri degli artisti (del tipo di Pigalle a Parigi), a cui affidare artisticamente parlando uno dei quartieri più antichi della città: la Grecia, La Vallotta, etc. Catanzaro sarebbe dunque così resa finalmente accessibile e nuovamente attrattiva, e dunque ricca di fermento e di vita.

Quale il suo impegno per garantire l’acqua nei rubinetti dei catanzaresi? 

E’ notorio che l’antico acquedotto di Catanzaro abbia perdite importanti, e che questo comporti un notevole dispendio di acqua potabile. D’altro canto, essendo la città ubicata ai piedi della Sila, di tutto potrebbe risultare deficitaria tranne che di acqua. E davvero non si comprende dunque quali siano le problematiche per le quali interi quartieri (Santa Maria ad esempio) rimangano sistematicamente a secco. Unitamente alla risoluzione delle problematiche del depuratore, efficientare acquedotto e fognature diverrebbe l’impegno prioritario di un’Amministrazione da me guidata, ricorrendo eventualmente finanche alla finanza creativa, od alle sponsorizzazioni di aziende del territorio che possano farsi carico di una parte delle spese necessarie.


E’ favorevole alla rotazione periodica dei dirigenti nei diversi settori?

Mi risulta che in un recentissimo passato la rotazione dei dirigenti sia stata effettivamente tentata; allo stesso modo mi risulta sia stata decisamente ostacolata e rifiutata dai dirigenti medesimi, fino a paralizzare l’intera macchina burocratica del Municipio. Una problematica annosa e delicatissima, alla quale approcciare con sufficiente cautela, ma comunque necessaria al fine di eliminare possibili feudi di potere creati nel tempo.

Perché i catanzaresi dovrebbero preferire lei? 

Sono l’unico con uno specifico progetto strategico teso a cambiare il volto della città, ad arricchirla, ed arricchire tutti i catanzaresi in poco tempo. Propongo e perseguo un modello di città faro nel Mediterraneo, a bassissimo impatto di tassazione locale sui propri cittadini. Una città ricca non ha alcun bisogno di spremere la cittadinanza con tutti i balzelli oggi imposti, al fine prevalente di sostenere i meri costi della macchina comunale. Sembrerebbe un sogno, o forse l’azzardo dialettico impossibile di un visionario scappato magari da un reparto di psichiatria. Ebbene non è così. Nino Campo sindaco , in pochi anni porterebbe la città di Catanzaro a volare altissima, fin lassù verso le stelle più lontane, dove l’odierno volare basso imperante induce a credere sia impossibile poter giungere. I miei colleghi candidati non sono minimante all’altezza che la Storia della città di Catanzaro oggi impone. Nessuno di loro lo è, come quei grandi generali in tempo di pace, che messi davvero a combattere trasformerebbero le proprie battaglie in una drammatica Caporetto. Catanzaro è ad una svolta, o risorge dalle sue ceneri con un sindaco ambizioso e visionario, o perisce definitivamente.

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