Cronaca

Edenlandia: si avvicina sempre più il rischio chiusura

NAPOLI, 17 GENNAIO 2013 - Il destino dell'Edenlandia, il parco divertimenti di Napoli, è appeso a un filo già da tempo, ma il giorno della decisione sta per arrivare.

Il 31 gennaio 2013 si saprà se la società Park and Leisure di cui fanno parte anche lo Zoo e il cinodromo, potrà essere acquistata dalla Brainspark Plc., società elvetica con sede a Londra che manterrebbe invariati personale e stipendi.[MORE]

Ad accettare o meno la proposta sarà il Consiglio di Amministrazione della Mostra d’Oltremare, proprietaria dei terreni del parco (quasi 150.000 metri quadri) che si riunirà dal 23 al 25 gennaio. L'offerta è stata già accettata dal Comune di Napoli, ma se declinata dal cda della Mostra d'Oltremare si procederebbe alla svendita dei beni del parco con un'asta al ribasso e il licenziamento di tutti i dipendenti. E l'ipotesi peggiore potrebbe essere quella di proposte di acquisto da parte degli imprenditori napoletani che, una volta entrati in possesso dei terreni, non sarebbero vincolati a mantenere il parco ed i posti di lavoro. Anzi, potrebbero trasformare l'area in un enorme parcheggio o costruirne degli edifici.

La Cgil ha così spiegato l'aut aut: ‹‹Alla scadenza dell'ulteriore proroga concessa dal giudice al curatore fallimentare per la gestione controllata delle due strutture ovvero al 31 gennaio, se non perverrà una proposta concreta di acquisto i dipendenti saranno licenziati e gli animali spostati in altre strutture". A perdere il posto di lavoro saranno in 70: 10 i lavoratori dello Zoo, 60 quelli del parco dei divertimenti››.

La storia dell'Edenlandia è la storia di un fallimento. Ricordiamo che quando fu costruito il parco, nel 1965, poteva vantare di essere il primo parco a tema d'Europa, poi "scalzato" da Gardaland ed Eurodisney. Nel 2001 furono dismesse alcune attrazioni, tra cui le celebri Montagne Russe, e si può dire che molte attrazioni di oggi sono ancora quelle degli anni '60, poche sono quelle introdotte negli ultimi decenni. Nel 2011 Equitalia ne dichiarò il fallimento e a poco sono serviti la vendita dei biglietti scontati su Groupon e l'asta online dell'intero parco che si svolse lo scorso luglio ed a cui si presentò soltanto la proposta dei verdi ecologisti che offrirono 100 euro, più che altro per salvare gli animali dello zoo.

Oggi il parco di Fuorigrotta è l'immagine della tristezza e della desolazione, in perenne agonia ed attesa che qualche ente sia interessato a riprogettare e a rilanciare l'intera area.

 

Valentina D'Andrea