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Dio, Patria e famiglia: Francesco Borgonovo ci parla del suo ultimo libro

Sicilia > Messina

MESSINA, 06 NOV. - Stamattina, presso la Sala Multimediale dell’Istituto “Cristo Re” di Messina, si è tenuto uno degli incontri della rassegna nazionale “Messina e il Giornalismo, incontri a tu per tu con Giornalisti Scrittori”, in collaborazione con l'assessorato comunale alla Cultura, la Camera di Commercio di Messina ed il Gruppo Editoriale "GDS Gazzetta del Sud-Giornale di Sicilia". L’evento, ideato e creato dal giornalista messinese Antonio Ivan Bellantoni, ha ospitato oggi Francesco Borgonovo, vicedirettore del quotidiano “La Verità”, con il suo ultimo libro: “Conservare l’anima. Manuale per aspiranti patrioti”, edito Lindau.

Il libro di Borgonovo è una sorta di manuale, una guida che verte su tre punti cardine della tradizione: Dio, Patria e famiglia. Per lui, questi tre elementi sono da preservare contro quello che è il progresso distruttore. Allontanarsi dalla tradizione potrebbe portare l’uomo a sentirsi perso dato che i valori sono i pilastri della società.

Oggi il problema pare essere la distinzione politica tra destra e sinistra e la “guerra” tra questi due schieramenti. In realtà, secondo il giornalista, il vero problema è la distruzione lenta e continua degli ideali tradizionali alle basi di qualsiasi nazione. La nazione, infatti, è l’espansione del nucleo primordiale che è la famiglia, il primo punto di appartenenza a qualcosa. “Distruggere la famiglia, significa distruggere tutto quello che ci circonda” afferma Borgonovo. La famiglia è anche il primo luogo di diversificazione: è così che l’uomo si rapporta con qualcuno diverso da sé stesso.


Come riesce a difendere l’idea di Dio oggi?

In realtà è una battaglia persa. Se si parla oggi con i giovani, la religione è uno dei mali del mondo. È come una scaletta che vede ai vertici personaggi come Hitler, ma che trova al suo interno anche la Chiesa. È impensabile che un’istituzione religiosa come la Chiesa venga vista come male, ma l’idea è questa. La tradizione stessa viene vista come qualcosa di male. Le persone possono pensare che ciò che è tradizione, è contro il progresso. E ciò che mina il progresso è male. I tradizionalisti, in questo modo, rischiano di essere accusati di bigottismo. Quando parliamo di famiglia naturale, intendiamo quella composta da uomo e donna. Naturale perché è biologicamente provato che i due possano creare una nuova vita. Non è una forma di discriminazione omofoba. Quello che adesso vogliono le coppie omosessuali è la famiglia tradizionale, ma è quello che per cinquant’anni hanno sempre criticato. Oggi si dice che non c’è più Dio. E cosa c’è? Ci sono i sacerdoti in TV, come Galli e Bassetti, che mischiano religione e scienza, come se la scienza possa sostituire Dio.


Che senso ha il concetto di Patria agli occhi di Dio?

San Giovanni Paolo II in “Memoria e identità” scriveva che “l’espressione “Patria” si collega con il concetto e con la realtà di “padre” (pater). La patria in un certo senso si identifica con il patrimonio, cioè con l’insieme di beni che abbiamo ricevuto in retaggio dai nostri padri. La patria è l’eredità e, nello stesso tempo, è la situazione patrimoniale derivante da tale eredità; ciò riguarda anche la terra, il territorio. Ma più ancora il concetto di patria coinvolge i valori e i contenuti spirituali che compongono la cultura di una data nazione.”. Quindi la Patria è composta indissolubilmente da valori ereditati dai nostri padri, anche quello spirituali. Anche nelle sacre scritture ci viene detto di dov’è Gesù: si dà una patria, una sorta di appartenenza a un luogo. Lì Cristo inizierà a predicare per poi spostarsi altrove.


Ricollegandoci al concetto di Patria, i giovani d’oggi si sono allontanati dall’autodefinizione di italiani preferendo considerarsi “europei”. Secondo lei, questa forma di “vergogna” da cosa è scaturito?

Questa forma di apolidia è dettata principalmente dalla mancanza di cultura. Se si definisce europei, in che tipo di Europa si definiscono? Quella dell’Unione Europea o quella di Carlo Martello? Bisognerebbe colmare questi vuoti culturali affinché le nuove generazioni possano crearsi un pensiero proprio e non seguire quello degli altri.


A suo avviso, come si può fermare l’influenza negativa che i media hanno sulle persone e in particolare sui giovani?

Basterebbe chiudere la televisione. Ricordiamo che la stampa è nata per informare, non per formare. Quello è compito di altri, della famiglia principalmente. Sono loro che devono fungere da filtro e sono loro a non dover lasciare i bambini in balia dei media, senza nessun controllo. Anche i social andrebbero chiusi. L’uso scorretto è tutta colpa nostra perché se ne fa un abuso. La vita è difficile per tutti. Tutti, chi più o meno, soffriamo, ma non è obbligatorio farlo sapere al mondo intero.


La rassegna nazionale continuerà sabato prossimo, 13 novembre, con Micaela Palmieri, conduttrice di TG1, che presenterà “Next stop Rogoredo. Storia di chi è uscito dal bosco della droga”.

Merylaura Mondello