Calabria. Il gruppo del Pd: «A chi giova l’acquisto della Sorical? Chi si farà carico di debiti e quote pignorate?»
Economia Calabria Catanzaro

Calabria. Il gruppo del Pd: «A chi giova l’acquisto della Sorical? Chi si farà carico di debiti e quote pignorate?»

giovedì 16 giugno, 2022
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CATANZARO, 16 GIU. – (Restiamo piuttosto perplessi davanti all’entusiasmo con cui il presidente Roberto Occhiuto, insieme alla sua maggioranza di centrodestra,  ha annunciato l’acquisto, da parte della Regione Calabria, del 100% delle azioni Sorical: così come manifestato in più occasioni in Aula, l’operazione non ci convince. La Regione rischia di caricarsi di una montagna di debiti, liberandone i privati e addossandoli ai cittadini calabresi).

È quanto dichiarano i Consiglieri regionali del PD Mimmo Bevacqua, Ernesto Alecci, Franco Iacucci, Nicola Irto e Raffaele Mammoliti che così proseguono: «Da tempo, poniamo al governo regionale una serie di domande, senza ricevere alcuna risposta: essendo la Sorical in liquidazione, dove sono i documenti che certificano le sue condizioni finanziarie? Chi ha stabilito che sussistono i presupposti per il superamento della fase liquidatoria? A quanto ammontano i debiti? Dove sono le necessarie informazioni sulla sostenibilità di tipo economico e patrimoniale di tutta l’operazione?

Che fine faranno le strutture, le sedi, gli impianti e il personale? Come stanno esattamente le cose in merito alle quote pignorate per decine di milioni di euro? È vero che i creditori tedeschi continueranno a sedere nell’assemblea della società, con pieno diritto di voto? Aggiungiamo che lo stesso Settore Giuridico del Consiglio ha espresso fortissimi dubbi: la Corte dei Conti, infatti, potrebbe intervenire perché mancano due essenziali presupposti di legge: una motivazione adeguata per giustificare l’operazione e il fatto che ne conseguiranno risultati migliori dal punto di vista dell'efficienza, efficacia ed economicità della gestione).

(In buona sostanza – concludono i consiglieri PD - si tratta, nel complesso, del minimo che dovrebbe essere chiaro prima di imbarcarsi in un’iniziativa che vede ben poche luci e tante, troppe, ombre).

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