Fantasticherie del cuore

Buon Natale con la "Parola che parla!"!

In questi giorni si ricevono gli auguri da parte di moltissime persone. Sembra tutto cambiato, più sereno, quasi irriconoscibile. Tutto si trasforma e sembra avviarsi verso un tempo migliore. Ma è veramente così? Per quanto mi riguarda mi piace augurare, come ha fatto in TV Papa Francesco, un Buon Natale cristiano a me stesso e a tutti i lettori di InfoOggi.it, giornale nel cuore di migliaia e migliaia di persone. In molti comunque si chiedono per quale motivo non rimanga l’intensità della vita, percepibile per tutto l’arco delle festività natalizie? Non dipende di certo da qualche formula mal prefabbricata a tavolino. In molte situazioni il clima di pace si interrompe perché la Parola di Dio non “parla” più. Si perdono la verità e l’amore di cui essa è fortemente ricolma, facendo riavere all’universo il suo splendore.[MORE]

Ognuno dovrebbe sapere che quando “la Parola non parla”, per usare il linguaggio del teologo Mons. Di Bruno, ogni sua espressione risulta circondata da tanta falsità. Il male di riflesso trionfa su ogni cosa, mentre negli inferi si “brinda” alle conquiste dei cuori privi d’amore. Scrive in proposito lo stesso sacerdote; “Il Paradiso è la gioia dell’uomo di dialogare con il suo Creatore un dialogo eterno. È un dialogo di vera creazione. Dio parla e più parla e più ci si divinizza. Più parla e più l’uomo sente sé stesso immergersi in Dio. il dialogo di Dio avvolge tutto l’uomo, ricolmandolo della stessa luce che è la Parola del suo Dio che lo immerge, inondandolo e trasformando in luce eterna come Dio è luce eterna. L’inferno invece è un monologo di tristezza eterna, attraverso il quale ognuno grida la sua rabbia per aver fallito la sua vita”.

Non ci può essere un Natale vero senza ascoltare la “Parola che parla”. Una voce da non imporre ad alcuno e nemmeno scegliere per gli altri, in via diretta o indiretta. Chi decide di ascoltare deve essere libero in ogni sua azione fisica e mentale; convinto di muoversi verso la luce del cielo; capace di contestualizzare ogni verità acquisita. La fede presuppone un percorso personale verso le strade della chiarezza interiore e in piena sintonia con la verità assoluta del vangelo. Altre direzioni sono pericolose, forse esteriormente molto accattivanti, ma deboli nella struttura ontologica della loro natura. Il tempo svelerà i limiti e i drammi, alimentando la solitudine e la precarietà sociale che ne consegue. Quando passa il male, oggi ben camuffato, si rompe l’equilibrio umano.
Bisogna in ogni modo lavorare per far avanzare il bene. Non si diventa persone antiquate e superate se nel portare il proprio contributo, sociale e culturale che sia, si dovessero mettere in atto gli indirizzi sapienziali insiti nella Parola. Farlo dalla postazione di una qualsiasi responsabilità lavorativa, ma anche da un ordinario o straordinario ruolo pubblico, se non privato, significa contribuire a migliorare il processo comunitario generale. È infatti quest’ultimo, se ben saldo, che deve garantire ad ognuno una equilibrata e serena partecipazione diretta al bene comune. Rifarsi alla sola parola dell’uomo, senza l’universalità della Parola evangelica, è una dannosa auto-sospensione da una profonda e necessaria visione della storia umana. Buon Natale!

Egidio Chiarella
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