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Brief On - i consigli di Ottobre #1

SOVERATO (CZ), 15 OTTOBRE 2015 – Vi presentiamo il primo articolo della serie Brief On con le sue brevi recensioni, con questa nuova iniziativa vogliamo fornirvi il giusto input per ascoltare le nuove uscite discografiche del sottobosco musicale italiano. Non sarà nostra preoccupazione primaria giudicare – elogiando o demolendo – gli album, ci sembra costruttivo, invece, donare nuova linfa alla curiosità dei nostri lettori e fare in modo che essi ascoltino nuovi artisti o band.

[MORE] Il nostro invito è sempre quello di sostenere la musica emergente partecipando ai concerti ed acquistando i dischi!

 

Alessandro Orlando Graziano – Onironautica (Zimbalam)
Una lunga esperienza ricca di collaborazioni e riconoscimenti sono il background dell'autore di questo viaggio onirico in cui siamo accompagnati da un'elettronica minimal, tastiere vintage, un oboe e la particolare vocalità dell'autore del disco: Alessandro Orlando Graziano. La ricercatezza di un pretenzioso pop d'autore si intreccia con i suoni sintetici tipici, a seconda del caso, della new wave o di un rock sperimentale dal sapore seventies che, con le incursioni dell'oboe, ci offre un sound accattivante e peculiare. Onironautica è un album a cui si deve riservare un ascolto attento ma si potrebbe prestare anche come leggero sottofondo in un momento di relax.

Iacampo – Flores (Urtovox, The Prisoner Rec)
Personalissimo e molto gradevole il carattere di quest'album che trascina dei suoni etnici nella modernità affiancandoli a versi poetici. Ogni canzone, con la sua varietà timbrica e ritmica, è un piccolo caleidoscopio di suoni o, se vogliamo, un colorato bouquet di fiori. I protagonisti di Flores sono la chitarra classica e la voce di Marco Iacampo ai quali si affiancano diversi musicisti con strumenti quali: violoncello, sax, ngoni, percussioni e suoni elettronici. Alla base della buona riuscita di questo disco ci sono sicuramente una grande passione per il proprio lavoro ed una scrupolosa cura dei dettagli nella lunga fase di mixaggio.

Voina Hen – Noi non siamo infinito (Maciste Dischi)
La giovane formazione abbruzzese ci propone canzoni in tipico stile rock italiano anni duemila da urlare sotto ad un palco. Nelle dieci tracce si posso ascoltare stretti riferimenti a gruppi più titolati, ma i Voina Hen, dando il giusto merito anche a chi ha curato le registrazioni, riescono comunque a tirare fuori un sound personale riuscendo a catturare l'ascoltatore al primo ascolto. Un altro punto di forza lo troviamo nei testi della band: rabbiosi, diretti e per nulla scontati. Noi non siamo infinito è un lavoro ben fatto sotto tutti i punti di vista, soprattutto se teniamo conto che è l'album di debutto della band, visto stato preceduto solamente da un EP (Finta di Niente, autoprodotto nel 2013).

 

 

Federico Laratta

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