Bimbo di Napoli: disponibile un cuore, oggi la valutazione al Monaldi
Bimbo di Napoli in attesa di un nuovo trapianto: disponibile un cuore, oggi la valutazione al Monaldi
Maxiconsulto nazionale per il piccolo ricoverato in terapia intensiva dopo il trapianto fallito: si valuta compatibilità e trapiantabilità
Si riaccende una speranza per il bambino di 2 anni ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli, in condizioni definite “gravi ma stabili” dopo un trapianto di cuore non riuscito lo scorso 23 dicembre. Nelle ultime ore è stato segnalato un nuovo cuore disponibile, ma la priorità adesso è verificare la compatibilità dell’organo e la reale possibilità di procedere a un secondo intervento chirurgico.
Oggi, 18 febbraio, è in programma un maxiconsulto con specialisti provenienti da tutta Italia, chiamati a valutare in modo congiunto la situazione clinica del piccolo e le condizioni per un eventuale nuovo trapianto.
Nuovo cuore disponibile: si valuta la compatibilità
La madre del bambino è stata convocata d’urgenza all’ospedale partenopeo nella serata di ieri. Secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, nel corso della giornata verranno effettuate tutte le verifiche necessarie sulla compatibilità del gruppo sanguigno e sulla trapiantabilità dell’organo.
Il precedente intervento non era andato a buon fine perché il cuore trapiantato sarebbe arrivato in condizioni gravemente compromesse. Attualmente il piccolo è attaccato a una macchina salvavita in terapia intensiva, mentre resta ufficialmente in lista trapianto fino a nuova valutazione clinica.
Il bollettino medico: condizioni gravi ma stabili
Nel bollettino diffuso dall’ospedale si legge che le condizioni cliniche del bambino non hanno subito variazioni significative rispetto ai giorni precedenti. Il quadro resta critico, ma stabile.
Il piccolo continua a essere monitorato costantemente sotto il profilo assistenziale e strumentale, con il supporto di consulenze specialistiche.
Nei giorni scorsi l’Ospedale Bambino Gesù di Roma aveva espresso un parere tecnico evidenziando un quadro estremamente delicato, giudicato difficilmente compatibile con un nuovo impianto cardiaco. Proprio per questo motivo è stato convocato un Heart Team nazionale, che comprende alcune delle strutture italiane con i più alti volumi di trapianto pediatrico:
- Azienda Ospedaliera Pediatrica Bambino Gesù di Roma
- Azienda Ospedale Università di Padova
- ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo
- Ospedale Regina Margherita di Torino
L’obiettivo è una rivalutazione congiunta al letto del paziente per assumere una decisione condivisa.
Le indagini sul cuore danneggiato: sotto esame il trasporto dell’organo
Parallelamente all’emergenza clinica, proseguono le indagini della Procura di Napoli sul primo trapianto fallito. L’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare sulla modalità di trasporto del cuore, che sarebbe avvenuto utilizzando un contenitore ritenuto obsoleto e privo di sistemi di monitoraggio della temperatura.
Secondo quanto emerso, il box utilizzato sarebbe stato “fuori dalle linee guida” attualmente in vigore. Inoltre, il personale non sarebbe stato adeguatamente formato per utilizzare un contenitore tecnologico di nuova generazione.
Tra i punti oggetto di verifica:
- la tipologia di contenitore impiegato
- il tipo di ghiaccio utilizzato per mantenere l’organo in ipotermia
- un possibile rabbocco di ghiaccio effettuato a Bolzano, dove è avvenuto l’espianto
Sono sei al momento gli indagati, appartenenti alle equipe coinvolte nell’espianto e nel trapianto. Il numero potrebbe aumentare qualora emergessero ulteriori responsabilità, anche in Alto Adige.
Ispettori del Ministero della Salute al Monaldi
È previsto l’arrivo a Napoli degli ispettori del Ministero della Salute, incaricati di verificare l’intera procedura: dal prelievo dell’organo al trasporto, fino alla decisione di procedere con l’intervento chirurgico.
Successivamente, le verifiche si estenderanno anche all’ospedale di Bolzano. L’obiettivo dichiarato è fare piena chiarezza su eventuali omissioni o irregolarità lungo la catena organizzativa.
La telefonata della premier Meloni alla madre del bambino
Nelle scorse ore, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato alla madre del piccolo, esprimendo solidarietà e garantendo l’impegno dello Stato per fare chiarezza sull’accaduto.
“Avrete giustizia”, avrebbe assicurato la premier, secondo quanto riferito dal legale della famiglia.
Anche il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Campania Roberto Fico hanno ribadito la volontà di una collaborazione istituzionale piena e trasparente, attivando poteri ispettivi sia a livello ministeriale che regionale.
Un caso che riapre il dibattito sulla sicurezza nei trapianti pediatrici
La vicenda del trapianto cardiaco pediatrico fallito solleva interrogativi delicati sulla sicurezza delle procedure, sulla formazione del personale e sull’adeguatezza delle attrezzature utilizzate per il trasporto degli organi.
Nel sistema dei trapianti in Italia, il controllo delle temperature e la gestione del tempo di ischemia sono fattori cruciali per la riuscita dell’intervento. Eventuali criticità lungo questa catena possono compromettere irrimediabilmente l’organo.
Oggi, però, l’attenzione resta concentrata su un’unica priorità: verificare se il nuovo cuore disponibile possa rappresentare una concreta possibilità di salvezza per il piccolo paziente.
La famiglia, intanto, attende con speranza l’esito del maxiconsulto.
La madre ha ribadito attraverso il suo legale che il suo unico desiderio è “avere un cuore nuovo per mio figlio e riportarlo a casa guarito”. (Immagine archivio)
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