Salute

Allarme Fipronil, altri due casi riaprono il tema

BARI, 23 AGOSTO - I carabinieri del Nas hanno riferito nella giornata di oggi di aver riscontrato altri due casi di uova contaminate da Fipronil, l’insetticida che si sta rendendo noto alle cronache. La presenza di Fipronil nelle uova, vietato da utilizzare negli animali per consumo alimentare, ha portato al sequestro di oltre 92mila uova.[MORE]

Secondo i Nas, le attività di controllo «hanno evidenziato due ulteriori positività di uova contaminate per presenza della sostanza insetticida denominata fioroni rispetto a quelle già comunicate al ministero della Salute». I due nuovi casi riferiti riguardano le città di Ancona e Viterbo: i carabinieri hanno così sequestrato 6mila uova e 12mila galline ad Ancona, mentre a Viterbo sono state sequestrate 32mila uova di destinazione alimentare zootecnica ed altre 53mila destinate ad alimentazione umana.

Da ricercare le cause di tale diffusa contaminazione; secondo il comandante dei Nas, il generale Adelmo Lusi, «è plausibile l’ipotesi di una contaminazione accidentale», non precisando tuttavia le piste seguite dalle indagini in corso. Non si esclude infatti nessuna possibilità, compresa l’analisi del sistema di alimentazione degli animali, che potrebbe aver operato in vie illegali.

Sui mangimi, il comandante ha riferito di non aver avuto ancora occasione di verificare. Quanto alle denunce vi sarebbero cinque o sei persone interessate dai controlli rispetto a 7 casi di contaminazione rilevati. Sarebbero inoltre in atto delle ispezioni mirate, eseguite assieme alle autorità sanitarie regionali, al fine di verificare la presenza di farmaci o sostanze illecite all’interno degli allevamenti. Si lavora anche sulla scoperta delle cause della contaminazione, che riguardano pelle, grasso, mangimi, acqua di abbeveraggio e terreni, oltre alle uova in guscio.

Al momento, sarebbero 253 le ispezioni in allevamenti effettuate dal Nucleo dei carabinieri della Salute assieme alle Asl. Le ispezioni hanno portato al sequestro di 91mila kg di uova e ovo prodotti a scopo precauzionale. Si attendono risposte per 107 campioni inviati agli Istituti zooprofilattici di Teramo e Roma.

Sulla sicurezza delle uova italiane, al di là dei casi odierni, il comandante dei Nas rassicura: «Le uova italiane sono sane. Vengono controllate inizialmente dallo stesso produttore e successivamente dalle aziende che acquistano queste uova prima dell’immissione in commercio». Questa sicurezza si accompagna anche all’ottimo lavoro degli Istituti che effettuano i controlli: «Per quanto riguarda l’attuale contaminazione da Fipronil le percentuali rilevate fino ad oggi sono bassissime e il fatto stesso che siano rilevate va al merito della eccellenza degli Istituti che effettuano i controlli» - ha concluso Lusi.

Il fenomeno sarà certamente monitorato, dato che l’impiego del Fipronil è vietato negli allevamenti di animali della catena alimentare in tutta l’Ue. Ovviamente, il Fipronil concerne i cosiddetti derivati delle uova, mentre le uova italiane sono tracciabili attraverso l’etichettatura del guscio.

Ma di cosa si tratta esattamente? Il Fipronil è il nome commerciale del fluocianobenpirazolo, utilizzato in veterinaria per elidere pulci, pidocchi, zecche e acari degli animali domestici. E’ una sostanza che l’Oms ha definito “moderatamente tossica”. Se assunta infatti in piccole quantità può portare a disturbi fisici come dolori addominali, nausea o vomito. I sintomi meno gravi possono inoltre divenire reversibili una volta terminata l’esposizione alla sostanza. Tuttavia, a dosi maggiori, il Fipronil può causare danni a reni, fegato e tiroide.

foto da: nextquotidiano.it

Cosimo Cataleta